Smaltimento Rifiuti Pericolosi Padova

La nostra ditta si occupa della raccolta dei rifiuti a Padova, e dello smaltimento dei rifiuti speciali e degli ingombranti in  tutta a provincia di padova. Prima di vedere nello specifico come prenotare un ritiro leggete queste utili info sulla gestione dei rifiuti su Padova.

Contro lo smaltimento abusivo dei rifiuti a Padova

Un rifiuto è considerato speciale o pericoloso quando le sue proprietà lo rendono dannoso per l’ambiente e la salute umana. I rifiuti pericolosi possono essere originati da molte fonti compresa la produzione industriale, l’attività sanitaria e quella edilizia.

Il residuo pericoloso può verificarsi in qualsiasi stato, ed è in grado di causare danni se il trattamento di smaltimento non è adeguato e provoca il rilascio di sostanze dannose nell’aria o nel terreno. Ad esempio, le persone che vivono vicino a siti utilizzati impropriamente per lo smaltimento di questi rifiuti possono respirare sostanze nocive e ammalarsi; le stesse sostanze possono percolare nel terreno e passare nella falda acquifera avvelenandola.

È per questo che le Agenzie Governative per la tutela della salute e dell’ambiente regolano la gestione dei rifiuti speciali e/o pericolosi in modo molto rigoroso. Quando si ha a che fare con questo tipo di rifiuti è necessari affidarsi per il loro trasporto e smaltimento ad una ditta specializzata che si attenga alle norme, non generi problemi ambientali e sia in grado di prevenire futuri danni. Le sanzioni per i comportamenti illeciti sono pesanti.

Smaltimento dei rifiuti speciali pericolosi

Non tutti i rifiuti sono considerati tossici o pericolosi. Per essere considerati tali, devono soddisfare una serie di caratteristiche .
È sufficiente almeno una delle caratteristiche di seguito elencate a far considerare il rifiuto speciale o pericoloso, cioè quando è:

  • Esplosivo o facilmente infiammabile.
  • Tossico e / o ecotossico.
  • Irritante.
  • Propellente.
  • Con proprietà cancerogene o mutagene.
  • Corrosivo.
  • Infettivo.
  • Radioattivo o contaminante.

Il fatto di rispecchiare una sola di queste proprietà, trasforma i rifiuti in pericolosi e, pertanto, il loro trattamento deve essere speciale e qualificato. È assoggettato a procedure speciali di smaltimento non solo il materiale pericoloso, ma anche l’eventuale imballaggio e residuo di imballaggio che lo hanno contenuto.

Come avviene la raccolta dei rifiuti a Padova?

Esistono diversi metodi per il trattamento dei rifiuti pericolosi, poiché diverse sono le loro caratteristiche, A seconda della tipologia del rifiuto e del suo stato fisico. Il metodo chimico viene utilizzato per trasformare i rifiuti pericolosi in gas non tossici, modificandone le proprietà chimiche: consiste nell’ossidazione, riduzione, precipitazione chimica e neutralizzazione tramite scambi ionici. Ad esempio, il cianuro può passare attraverso un processo di ossidazione rendendo questo residuo velenoso un prodotto non tossico.

Anche l’estrazione dell’acqua da alcuni rifiuti organici è un processo chimico e di solito precede l’incenerimento. Un secondo metodo è quello termico, che utilizza alte temperature per l’incenerimento dei materiali e ottiene la loro completa distruzione. Esistono speciali apparecchiature termiche per l’incenerimento di rifiuti in solidi, liquidi o fangosi. Il metodo è efficace ma può causare inquinamento atmosferico. Il terzo metodo è biologico e viene usato per il trattamento dei rifiuti organici, come quelli dell’industria petrolifera.

Con questa tecnica si mescolano i rifiuti con la superficie di un’adeguata estensione di terreno a cui viene aggiunta una carica microbiotica che provvede a metabolizzare e stabilizzare i rifiuti. Ovviamente questi terreni non saranno utilizzati come terreni agricoli.

Infine, c’è anche il metodo fisico, che, diversamente dai precedenti, non prevede la manipolazione molecolare del rifiuto ma consiste nel concentrare, solidificare o ridurre il volume dei rifiuti. Alcuni dei processi utilizzati sono l’evaporazione, la flottazione, sedimentazione e filtrazione.

Un procedimento che si sta diffondendo grandemente è l’incapsulamento nell’asfalto o nel cemento. Questo processo produce una massa solida resistente alla lisciviazione. È anche possibile che i rifiuti vengano mescolati con ceneri volanti, acqua e calce per formare un materiale inerte simile al cemento.

Raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti pericolosi o speciali non pericolosi non è attività che si possa affidare all’improvvisazione: occorre essere addestrati e avere ottenuto le certificazioni appropriate. Per il ritiro di sostanze speciali o pericolose nella zona di Padova e provincia affidati a chi possiede tali certificazioni e le professionalità qualificate per il trattamento dei rifiuti speciali e pericolosi senza per ciò mettere in pericolo terzi.

Se la tua attività produce rifiuti pericolosi contatta su un’azienda qualificata come noi su Padova, ciò significa valutazione e approvazione delle Agenzie statali responsabili di controllo e trattamento dei rifiuti pericolosi. Non sottovalutare il danno che il trattamento inadeguato di certi rifiuti può causare all’ambiente e alla salute, compresa quella dei lavoratori che entrano in contatto con tali rifiuti e contattaci ora per un preventivo gratuito.


Classificazione rifiuti

Quando si ha a che fare con i rifiuti è bene tenere conto del fatto che non si può prescindere dall’affrontare l’argomento relativo ai rifiuti cosiddetti speciali. Per tale ragione, è opportuno fare sempre riferimento all’elenco dei rifiuti in modo tale da non commettere errori che potrebbero nuocere non poco sia l’ambiente che la salute dell’uomo. Ma vediamo di scendere più nel dettaglio e di comprendere la reale importanza di un elenco dei rifiuti speciali e quali sono le fasi da tenere bene a mente per non sbagliare.

Elenco dei rifiuti speciali: cosa c’è da sapere?

classificazione rifiutiCome accennato poco sopra, la prima e più importante cosa di cui tenere conto quando si parla di gestione dei rifiuti è quella relativa alla loro classificazione.

La classificazione dei rifiuti non è altro che un processo attraverso il qualche ogni rifiuto viene incasellato nella propria categoria per poi essere trattato tenendo conto delle normative di riferimento.

Cercando di essere il più pratici possibile, i rifiuti si possono dividere in due grandi macrocategorie: rifiuti speciali e rifiuti urbani. Per quanto riguarda i rifiuti urbani, questi competono esclusivamente al relativo produttore. Proprio il produttore, infatti, ne è il diretto responsabile della gestione e si deve fare carico dello smaltimento che, com’è noto, deve avvenire presso gli impianti adeguati. Come è facile intuire, ciò comporta un costo aggiuntivo che, però, può essere ammortizzato senza alcun genere di problema, a patto che il produttore riesca a fare un’adeguata programmazione delle spese.

Rimanendo in tema di costi, è bene precisare che essi possono variare a seconda della discarica scelta. Per tale ragione, è sempre bene affidarsi ad esperti del settore in grado di chiarire ogni genere di dettaglio e segnalare eventuali criticità. Il pericolo della gestione illecita dei rifiuti è sempre dietro l’angolo e, per tale ragione, è estremamente importante che le aziende autorizzate applichino la normativa tenendo conto anche dei più piccoli dettagli.

Perché classificare i rifiuti?

A questo punto, non ci sono più dubbi in merito alla necessità di classificare i rifiuti. Approfondendo la questione, però, risulta evidente anche che con una buona classificazione si ha la possibilità di minimizzare il rischio di errori di vario genere tra cui, a titolo puramente esemplificativo, quelli relativi agli adempimenti burocratici.

Affinché ogni rifiuto possa essere correttamente classificato, è estremamente necessario che il produttore rispetti in maniera a dir poco scrupolosa quanto stabilito dalla normativa europea di riferimento. Per chi non conoscesse gli estremi di tale normativa, sarà sufficiente precisare che il proprietario dovrà procedere con la classificazione partendo dall’analisi dell’origine e analizzando le specifiche caratteristiche.

Un aspetto da non trascurare riguarda, inoltre, il fatto che anche quelli urbani possono essere considerati rifiuti pericolosi, così come quelli speciali. Queste due macro aree servono molto semplicemente per capire in maniera rapida l’appartenenza del rifiuto in questione. Non è affatto raro, poi, avere a che fare con rifiuti cosiddetti assimilati agli urbani. In questo caso, abbiamo a che fare co rifiuti che tendenzialmente non sono pericolosi ma che, comunque, devono essere trattati con estrema cura. A prescindere da ciò, è bene ricordare che a classificare i rifiuti sono proprio i produttori che procedono con l’assegnazione del codice CER. Questo codice è vincolante poiché consente di determinare quali rifiuti sono pericolosi e quali, invece, non lo sono. Una cosa è certa: quando si ha a che fare con la classificazione dei rifiuti è bene tenere ben presente che non bisogna lasciare al caso alcun genere di variabile. Tutto deve essere curato nei minimi dettagli, dal luogo di partenza dello stesso fino ad arrivare ai singoli dettagli relativi alla composizione dei rifiuti in questione. Solo così facendo ci si potrà veramente prendere cura dell’ambiente che ci circonda oltre che della propria salute e di quella delle generazioni a venire.


Dove si butta il polistirolo? Guida alla raccolta differenziata

Dove buttare il polistirolo è uno dei dubbi più frequenti quando ci troviamo a differenziare i rifiuti. Cerchiamo dunque di capire cos’è realmente il polistirolo e dove si butta al fine di smaltire il materiale in maniera corretta.

Cos’è il polistirolo?

Il polistirolo, il cui nome proprio è polistirene (polimero dello stirene), è un materiale plastico usato prevalentemente per la creazione di imballaggi ma anche per realizzare pannelli isolanti destinati al settore dell’edilizia per insonorizzare gli edifici o aumentarne l’efficienza energetica.

Nei comuni del Veneto dove si effettua la raccolta differenziata è importante, al fine del corretto smaltimento, fare una distinzione tra le diverse tipologie di imballaggi in polistirolo:

  • Polistirolo per alimenti
  • Polistirolo per imballaggi

Il polistirolo va buttato insieme alla plastica. Unica accortezza da tenere quando gettiamo i contenitori in polistirolo nella raccolta della plastica, è quella di ripulirli da eventuali avanzi di cibo.

Raccolta differenziata polistirolo, dove si butta?

Nel comune di Vicenza, è attiva la raccolta differenziata porta a porta all’interno dell’area monumentale del centro storico. I cittadini che risiedono in quest’area possono gettare gli imballaggi in polistirolo (vaschette per carne, pesce ed altri alimenti) all’interno dei sacchetti trasparenti, destinati alla raccolta della plastica. Chi risiede nelle altre aree della città, può invece usufruire dei cassonetti per la raccolta della spazzatura di colore azzurro, dislocati lungo tutto il territorio.

Anche a Verona, il polistirolo va gettato nel sacco della raccolta differenziata di plastica e lattine. In tutta la città, è possibile trovare appositi cassonetti destinati alla raccolta della plastica e di lattine, caratterizzati dal coperchio arancione.