Classificazione rifiuti

Quando si ha a che fare con i rifiuti è bene tenere conto del fatto che non si può prescindere dall’affrontare l’argomento relativo ai rifiuti cosiddetti speciali. Per tale ragione, è opportuno fare sempre riferimento all’elenco dei rifiuti in modo tale da non commettere errori che potrebbero nuocere non poco sia l’ambiente che la salute dell’uomo. Ma vediamo di scendere più nel dettaglio e di comprendere la reale importanza di un elenco dei rifiuti speciali e quali sono le fasi da tenere bene a mente per non sbagliare.

Elenco dei rifiuti speciali: cosa c’è da sapere?

classificazione rifiutiCome accennato poco sopra, la prima e più importante cosa di cui tenere conto quando si parla di gestione dei rifiuti è quella relativa alla loro classificazione.

La classificazione dei rifiuti non è altro che un processo attraverso il qualche ogni rifiuto viene incasellato nella propria categoria per poi essere trattato tenendo conto delle normative di riferimento.

Cercando di essere il più pratici possibile, i rifiuti si possono dividere in due grandi macrocategorie: rifiuti speciali e rifiuti urbani. Per quanto riguarda i rifiuti urbani, questi competono esclusivamente al relativo produttore. Proprio il produttore, infatti, ne è il diretto responsabile della gestione e si deve fare carico dello smaltimento che, com’è noto, deve avvenire presso gli impianti adeguati. Come è facile intuire, ciò comporta un costo aggiuntivo che, però, può essere ammortizzato senza alcun genere di problema, a patto che il produttore riesca a fare un’adeguata programmazione delle spese.

Rimanendo in tema di costi, è bene precisare che essi possono variare a seconda della discarica scelta. Per tale ragione, è sempre bene affidarsi ad esperti del settore in grado di chiarire ogni genere di dettaglio e segnalare eventuali criticità. Il pericolo della gestione illecita dei rifiuti è sempre dietro l’angolo e, per tale ragione, è estremamente importante che le aziende autorizzate applichino la normativa tenendo conto anche dei più piccoli dettagli.

Perché classificare i rifiuti?

A questo punto, non ci sono più dubbi in merito alla necessità di classificare i rifiuti. Approfondendo la questione, però, risulta evidente anche che con una buona classificazione si ha la possibilità di minimizzare il rischio di errori di vario genere tra cui, a titolo puramente esemplificativo, quelli relativi agli adempimenti burocratici.

Affinché ogni rifiuto possa essere correttamente classificato, è estremamente necessario che il produttore rispetti in maniera a dir poco scrupolosa quanto stabilito dalla normativa europea di riferimento. Per chi non conoscesse gli estremi di tale normativa, sarà sufficiente precisare che il proprietario dovrà procedere con la classificazione partendo dall’analisi dell’origine e analizzando le specifiche caratteristiche.

Un aspetto da non trascurare riguarda, inoltre, il fatto che anche quelli urbani possono essere considerati rifiuti pericolosi, così come quelli speciali. Queste due macro aree servono molto semplicemente per capire in maniera rapida l’appartenenza del rifiuto in questione. Non è affatto raro, poi, avere a che fare con rifiuti cosiddetti assimilati agli urbani. In questo caso, abbiamo a che fare co rifiuti che tendenzialmente non sono pericolosi ma che, comunque, devono essere trattati con estrema cura. A prescindere da ciò, è bene ricordare che a classificare i rifiuti sono proprio i produttori che procedono con l’assegnazione del codice CER. Questo codice è vincolante poiché consente di determinare quali rifiuti sono pericolosi e quali, invece, non lo sono. Una cosa è certa: quando si ha a che fare con la classificazione dei rifiuti è bene tenere ben presente che non bisogna lasciare al caso alcun genere di variabile. Tutto deve essere curato nei minimi dettagli, dal luogo di partenza dello stesso fino ad arrivare ai singoli dettagli relativi alla composizione dei rifiuti in questione. Solo così facendo ci si potrà veramente prendere cura dell’ambiente che ci circonda oltre che della propria salute e di quella delle generazioni a venire.


Dove si butta il polistirolo? Guida alla raccolta differenziata

Dove buttare il polistirolo è uno dei dubbi più frequenti quando ci troviamo a differenziare i rifiuti. Cerchiamo dunque di capire cos’è realmente il polistirolo e dove si butta al fine di smaltire il materiale in maniera corretta.

Cos’è il polistirolo?

Il polistirolo, il cui nome proprio è polistirene (polimero dello stirene), è un materiale plastico usato prevalentemente per la creazione di imballaggi ma anche per realizzare pannelli isolanti destinati al settore dell’edilizia per insonorizzare gli edifici o aumentarne l’efficienza energetica.

Nei comuni del Veneto dove si effettua la raccolta differenziata è importante, al fine del corretto smaltimento, fare una distinzione tra le diverse tipologie di imballaggi in polistirolo:

  • Polistirolo per alimenti
  • Polistirolo per imballaggi

Il polistirolo va buttato insieme alla plastica. Unica accortezza da tenere quando gettiamo i contenitori in polistirolo nella raccolta della plastica, è quella di ripulirli da eventuali avanzi di cibo.

Raccolta differenziata polistirolo, dove si butta?

Nel comune di Vicenza, è attiva la raccolta differenziata porta a porta all’interno dell’area monumentale del centro storico. I cittadini che risiedono in quest’area possono gettare gli imballaggi in polistirolo (vaschette per carne, pesce ed altri alimenti) all’interno dei sacchetti trasparenti, destinati alla raccolta della plastica. Chi risiede nelle altre aree della città, può invece usufruire dei cassonetti per la raccolta della spazzatura di colore azzurro, dislocati lungo tutto il territorio.

Anche a Verona, il polistirolo va gettato nel sacco della raccolta differenziata di plastica e lattine. In tutta la città, è possibile trovare appositi cassonetti destinati alla raccolta della plastica e di lattine, caratterizzati dal coperchio arancione.