Bonus Amianto 2019

L’amianto è sicuramente qualcosa che incide sulla salute, e che rappresenta un vero problema quando si devono effettuare dei lavori di ristrutturazione o di costruzione partendo da zero. Per cui, il bonus amianto è un incentivo a intervenire quanto prima per risovere il problema.

Quanto costa intervenire sull’amianto?

Non si può nascondere che intervenire sull’amianto sia piuttosto oneroso. In quanto la bonifica può portare a spendere cifre che superano spesso i 3/4000 euro. Infatti, oltre ad un costo che può oscillare tra i 10 e i 20 euro al metro quadro, vi sono quelli della manodopera e dello smaltimento regolato presso le strutture apposite.

Dunque, sono molte le persone che vanno a caccia del bonus amianto che spesso sono a disposizione del cittadino. Anche per quanto riguarda la città di Livorno le opportunità di accedere al bonus non mancano. Vediamo quali sono i bonus a disposizione per il 2019.

Bonus 2019: come funziona

Per quanto riguarda il bonus fiscale negli interventi volti alla rimozione dell’amianto, fino al 31 dicembre 2019 si può accedere al 50 percento del costo d’intervento. Una delle notizie interessanti, è che se la rimozione dell’amianto prevede la sostituzione con annesso ricorso all’installazione dei pannelli fotovoltaici, il bonus fiscale riconosciuto sarà del 65 percento.

La procedura di rimborso è diversa da quella che avviene nel caso del recupero delle opere di ristrutturazione edilizia. Infatti, nel caso dei lavori di bonifica dell’amianto, il recupero del 50 o del 65 percento avverrà in 3 rate di importo uguale, che saranno inserite come forma di recupero all’interno della dichiarazione dei redditi che ogni contribuente è tenuto a redigere ogni anno.

Bonus amianto 2019: quali lavori vi rientrano?

Per poter usufruire del bonus fiscale per la rimozione dell’amianto, si devono sostenere spese che riguardano questa serie di lavori:

  1. Interventi per rimozione di lastre di amianto piane o ondulate, e coperture in eternit.
  2. Interventi volti a rimuovere tubi, canalizzazioni e contenitori per il trasporto e lo stoccaggio di fluidi che siano in amianto. Questo sia nel caso siano ad uso civile che industriale.
  3. Interventi su sistemi di coibentazione industriale in amianto.

Ricordiamo che nella detrazione sono compresi solo i costi di smaltimento, non vi rientrano quindi le spese per la successiva sostituzione con opere in altro materiale.

Bonus amianto 2019: come richiederlo

La si può inviare esclusivamente per via telematica utilizzando la piattaforma informatica del Ministero dell’Ambiente. Chi non è incline all’utilizzo del sistema, può avvalersi di un professionista che lo aiuti. La domanda dovrà presentare in allegato tutta la documentazione regolarmente compilata e che comprenda la firma del legale rappresentante dell’impresa e tutte le informazioni che accertino l’effettivo diritto al bonus amianto del 50 percento.

I documenti da allegare sono quelli necessari a identificare quale tipo di bonifica sia stata effettuata e l’attestazione dell’Asl a conclusione dei lavori. Inoltre, la dichiarazione Asl è necessaria affinché a livello legale ci sia l’effettiva restituzione degli ambienti bonificati e l’indicazione del fatto che lo smaltimento dell’eternit in discariche adatte. La domanda al Ministero dell’ambiente in genere vede una risposta che arriva entro 90 giorni, con l’indicazione se il lavoro svolto potrà beneficiare o meno dell’agevolazione fiscale e quanto sarà nello specifico il capitale totale su cui siamo autorizzati a recuperare il bonus fiscale.